Vaccinazioni di base nel cane e nel gatto - Ambulatorio Veterinario Gatti, Milano

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Vaccinazioni di base nel cane e nel gatto
 
Che cos’è un vaccino? La vaccinazione è una pratica volta a stimolare il sistema difensivo (l’immunità) di un soggetto verso un determinato microrganismo mediante la produzione di anticorpi.  Questo permetterà al soggetto di reagire efficacemente nel caso in cui venisse a contatto con il patogeno reale nel corso della sua vita. La stimolazione di questa immunità avviene tramite l’inoculazione del microrganismo modificato verso cui si vuole ottenere protezione, dal alcune sue parti o da a alcune sue tossine.
 
Esistono alcune vaccinazioni di base sia nel cane sia nel gatto, raccomandate dalla maggior parte dei Medici Veterinari, a seconda dell’età e dello stile di vita condotto dal nostro amico a quattro zampe. Non esistono vaccini “obbligatori”, ma ogni piano vaccinale va concordato con il proprio Medico Veterinario; vaccinare il proprio animale domestico rappresenta un atto di tutela verso la sua salute. Vediamo più da vicino di quali vaccinazioni si tratta.
 
 

Cane
 
In questa specie i programmi vaccinali iniziano attorno alle 7-8 settimane di vita (salvo casi particolari) e hanno l’obiettivo di proteggere il nostro cane verso alcune malattie, molto pericolose per la vita dell’animale. Tra queste malattie ritroviamo il Cimurro, la Parvovirosi, l’Epatite Infettiva e la Leptospirosi.
 
Il Cimurro è una patologia virale sostenuta dal Morbillivirus, particolarmente contagiosa e che colpisce sistema gastroenterico, respiratorio e nervoso. Si tratta di un virus che può essere passato da cane a cane per via aerea, tramite escrezioni urinarie e fecali; tra i sintomi troviamo invece febbre, muco purulento dagli occhi e dal naso, dispnea, vomito, diarrea fino ad arrivare a complicazioni neurologiche come paralisi, atassia e morte.
 
La Parvovirosi, anch’essa di origine virale, è causata dal parvovirus canino di tipo 2; altamente contagioso e eliminato tramite le feci e i fluidi corporei, colpisce prevalentemente i cuccioli non vaccinati, per cui può essere potenzialmente fatale. Si manifesta con drammatica diarrea emorragica, febbre, vomito, letargia, marcata disidratazione, shock fino a morte.
 
L’Epatite virale, un tempo denominata epatite di Rubarth, è causata da adenovirus canino di tipo 1. La malattia può manifestarsi in maniera iperacuta (nei cuccioli), acuta (forma classica) o lieve; tra i sintomi troviamo temperatura elevata, tonsillite, vomito, diarrea, insufficienza epatica, fino a complicazioni fatali.  
 
La Leptospirosi del cane, infine, è l’unica malattia tra queste sostenuta da un batterio, presente in tutto il mondo e la cui diffusione nell’ambiente avviene mediante l’urina emessa da un animale portatore in acqua stagnante. I ratti rappresentano un importante serbatoio per la diffusione della malattia nei cane e nell’uomo: la leptospirosi non è, infatti, una prerogativa esclusiva dei nostri animali, ma può colpire anche l’essere umano con esiti spesso infausti. La forma classica si manifesta con febbre, gastroenterite, ittero, urine scure, insufficienza renale acuta. Il batterio colpisce preferenzialmente alcuni apparati a seconda del ceppo a cui appartiene (ad oggi, il vaccino comunemente praticato in Italia copre 4 ceppi di Leptospira).
 
 

Gatto
 
Stesso discorso vale per i nostri amici felini, dove le malattie verso cui possiamo vaccinare sono Rinotracheite, Calicivirosi, Panleucopenia felina e, a seconda del tipo di vita che conduce il gatto, Clamidia e Leucemia Felina (Felv).
 
La rinotracheite virale felina è una patologia provocata da un Herpes virus, ritrovato spesso nelle colonie feline. Questo tipo di virus ha la caratteristica di essere molto contagioso, inoltre, gli animali contagiati possono diventarne portatori. In quest’ultimi soggetti debellare la malattia può risultare molto difficile, in quanto questo tipo di virus va a localizzarsi a livello nervoso ed è in grado di “riattivarsi” nel tempo, specie durante situazioni di stress a cui viene sottoposto il gatto. La malattia si manifesta con starnuti, scolo nasooculare, congiuntiviti, ulcere e cheratite ulcerativa, specialmente nei cuccioli.   
 
Responsabile della calicivirosi felina è invece il calicivirus felino, con alcuni sintomi simili alla rinotracheite (entrambi responsabili della cosiddetta malattia respiratoria felina) di cui sopra e tra cui troviamo ulcere orali, ipersalivazione, gengivite-stomatite.
 
Troviamo infine la panleucopenia felna, causata da un parvovirus (diverso da quello del cane) ma allo stesso modo altamente contagioso. Tra i sintomi vediamo diarrea e vomito (spesso con sangue), abbattimento e numero di globuli bianchi ridotti.
 
In alcune situazioni particolari, in particolare legate allo stile di vita del gatto, è vivamente consigliato un ampliamento del programma vaccinale, aggiungendo una protezione attiva anche per Clamidia e, soprattutto, Leucemia Felina. Quest’ultima patologia, in particolare, merita un approfondimento a parte e verrà affrontata insieme con la FIV.
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